Qual è la principale causa dei dissesti strutturali? Ti anticipo che non sono i TERREMOTI

In questo articolo vorrei provare ad essere giusto un po’ più tecnico.

Mi tocca rivestire questo ruolo per l’importanza dell’argomento trattato

Anche perché non posso fare sempre lo spiritoso, non vorrei che tu pensassi che sono una persona poco seria.

Pochi sanno che, terremoti a parte, la maggior parte dei dissesti, che oggi si presentano, dalle piccole alle grandi costruzioni sia dovuta a una sottovalutazione dei problemi di fondazione.

Qualcuno pensa:

Non vivo in una zona sismica, per cui posso stare tranquillo.

Mi dispiace dirtelo, ma non è così!

“Nessuna costruzione è sicura se non ha una base solida e inamovibile.”

Con questa affermazione avevo iniziato l’articolo precedente in merito al Tracciamento.

Qui proseguo col raccontarti i “problemi” delle: FONDAZIONI

Le fondazioni “vivono” in una situazione di complessità, come se si trovassero tra l’incudine ed il martello.

Così sintetizzando potrei scrivere che sono quella parte della costruzione che è a contatto con il suolo e deve sostenere il peso della struttura superiore.

Il primo step è quello di determinare il carico massimo sopportabile dal terreno e poi procedere al progetto della struttura di fondazione.

Possiamo distinguere i vari tipi di fondazione come segue:

FONDAZIONI CONTINUE divise in: 

  • ordinarie
  • travi rovesce
  • platee

 FONDAZIONI DISCONTINUE o ISOLATE divise in:

  • plinti 
  • zattere

Quando il carico da trasmettere non è molto elevato e la struttura è costituita da muri di vario genere, si ricorre alla:

FONDAZIONE CONTINUA detta ORDINARIA

Questa consiste in una struttura che fa da raccordo tra il terreno ed il muro in elevazione, per tutta la sua lunghezza con una larghezza sempre superiore.

È buona regola, spesso dimenticata, che sotto il basamento venga eseguito uno strato di MAGRONE

Perché è chiamato in questo modo?

Il magrone è un calcestruzzo a basso dosaggio di cemento (magro in cemento) dello spessore di 10 cm.

Questo strato, sottovalutato e ignorato per diversi motivi, assolve a diverse funzioni più o meno… diciamo allo stesso livello di importanza.

  1. rendere la superficie piana e orizzontale;
  2. evitare ai ferri di armatura, il contatto diretto con la terra;
  3. mantenere il cantiere più pulito e più agibile soprattutto nei periodi piovosi, in poche parole rendere più facile la vita a noi Carpentieri, con conseguente recupero di tempo.

È ovvio che la base di fondazione deve essere sempre orizzontale, per cui nel caso di terreni in pendenza si dovrà procedere per gradoni.

Sai qual è un illustre esempio dove è stata realizzata una semplice fondazione continua?

È il campanile della cattedrale di Santa Maria Assunta a Pisa, sì per gli amici: La Torre di Pisa.

Per fortuna la fondazione è stata costruita in maniera opportuna, così anche se il terreno ha subito un cedimento, la Torre Pendente è ancora in grado di incantarci nonostante i suoi 846 anni.

Ma tu immagini se qualcosa del genere accadesse oggi?

Magari nella casa in cui abiti, o peggio ancora alla prossima struttura che progetterai o realizzerai.

La struttura della fondazione continua si completa con il CORDOLO, con funzione di legamento e di ripartizione.

Per finire, prima di iniziare la struttura in elevazione, si applicherà uno strato isolante di varia natura per impedire che l’umidità del suolo sia trasmessa alla struttura superiore.

Un metodo che ritengo più efficace per l’isolamento della struttura è la posa in opera di fogli resistenti di materiali plastici nel cavo del terreno

Oltre all’uso di uno strato isolante allo stacco delle murature.

Il perché alcune FONDAZIONI prendono il nome di TRAVE ROVESCIA è abbastanza intuitivo

E deriva dal fatto che la trave che costituisce la struttura della fondazione, risulta rovesciata rispetto a quella comunemente usata per le strutture.

Ed è anche ovvio che sia rovesciata in quanto il carico è costituito dalla reazione del terreno e quindi dal basso verso l’alto.

Questo tipo di fondazione è ottima per i terreni di media e buona resistenza.

Per rendere più rigida tutta la struttura, è buona regola collegare le travi rovesce con travi trasversali di collegamento

Queste hanno anche lo scopo di assorbire le sollecitazioni dovute ad eventuali cedimenti parziali.

Per i terreni di scarsa resistenza, le travi rovesce principali finiscono per essere così vicine che in pratica non si possono eseguire gli scavi separatamente

Conviene quindi sbancare tutta la zona, ed adottare un tipo di fondazione diverso, chiamato a PLATEA

Essa consiste in una unica soletta di base di adeguato spessore, resa rigida da un’armatura nelle due direzioni principali.

Ora spero che non stai pensando:

Basta fermati qui?

Perché vorrebbe dire che questa mia “versione tecnica”, non mi riesce molto bene e TU ti stai annoiando.

Sarebbe un grosso problema per me, perché verrebbe meno uno dei miei principali obbiettivi:

RIUSCIRE A COMUNICARE IN MANIERA EFFICACE

Cosa intendo per “COMUNICARE IN MANIERA EFFICACE”?

Di base, una comunicazione si riesce ad ottenere quando:

due o più persone, impegnate in uno scambio verbale riescano a capirsi senza problemi.

Ok tutto semplice fin qui, ma fidati che la maggior parte degli scambi verbali sono semplici scambi di parole.

Per farti un esempio, anche abbastanza scemo, è come quando qualcuno ti chiede:

Come stai?

ed effettivamente non ascolta la tua risposta.

È capitato che scherzando, ho risposto:

MALE

e dall’altra parte:

Sono felice per te, anche io sto bene… ciao.

Se devo essere sincero e penso alle domande che mi vengono fatte più spesso:

Come fai ad avere collaboratori da così tanto tempo?

oppure…

Come fai a seguire tutti quei clienti?

Come fai …?

Nelle mie risposte dopo le parole:

  • UMILTÀ
  • IMPEGNO
  • SACRIFICIO
  • CONTINUITÀ

Un ruolo importante è rivestito dalla parola:

  • COMUNICARE

ed aggiungo 

COMUNICARE IN MANIERA EFFICACE

Comunicare in maniera efficace per me significa:

  1. Sapersi spiegare in ogni situazione con qualsiasi interlocutore, sia a livello verbale che non verbale;
  2. Esprimere al meglio se stessi, i propri stati d’animo e instaurare relazioni, nelle quali condividere bisogni, valori e obiettivi;
  3. Entrare in sintonia con i propri interlocutori, ascoltare attivamente, rispettare i diritti di chi ci sta di fronte e arricchirsi interiormente.

Tutti quanti comunichiamo in un modo o nell’altro

Ma sono davvero poche le persone che riescono ad usare le giuste abilità relazionali nella quotidianità.

Trascurando che uno stile di comunicazione errato da spesso origine a incomprensioni e conflitti, senza considerare il fatto che può ferire i sentimenti altrui a seguito di un’errata interpretazione del messaggio trasmesso.

Ogni giorno entriamo inevitabilmente in contatto con molte persone, sia per motivi personali che lavorativi.

Partner difficili, capi nevrotici, colleghi permalosi, collaboratori svogliati, clienti diffidenti e chi più ne ha più ne metta.

Se non sappiamo comunicare in modo efficace con loro, le nostre giornate saranno piene di:

  • problemi,
  • frustrazioni,
  • …e conflitti.

Per cui, adesso a proposito di comunicazione efficace, per quanto riguarda le FONDAZIONI DISCONTINUE, ci vediamo nel prossimo articolo.

Oggi abbiamo messo troppa carne sul fuoco, ma prima di lasciarti, se non l’hai ancora fatto, ti invito a leggere l’articolo precedente relativo al TRACCIAMENTO

Ed ora se sei consapevole che il tuo lavoro vale molto di più di quello di alcuni tuoi colleghi e desideri che i tuoi clienti abbiano il miglior servizio che c’è in circolazione – IL TUO – allora CONTATTACI, scopri tutti i particolari del nostro Metodo Carpenteria Totale ® ed evita che gli errori grossolani distruggano la tua struttura proprio come farebbe un dissesto in fondazione.

 

E ricorda:

“Il chiodo che sporge va preso a martellate.”

Francesco

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